
Il Campobasso corre sulle onde del grano
144 abbonamenti per la squadra del Campobasso in dono ai giovani di Jelsi.
Il legame che unisce Jelsi al Campobasso Calcio, e più in generale il Molise alla sua comunità di emigranti nel mondo, si rinnova quest'anno con un gesto che ha commosso l'intero paese. La famiglia Panzera, da tempo residente a Montreal ma con radici profonde nel piccolo borgo molisano, ha deciso di donare 144 abbonamenti stagionali alla squadra dei Lupi, destinati a tutti i ragazzi che hanno preso parte alla 221ª edizione della Festa del Grano di Jelsi, la storica manifestazione in onore di Sant'Anna che ogni 26 luglio anima le vie del paese con carri allegorici e "traglie" intrecciate di spighe di grano.
L'iniziativa è stata resa nota nell'ambito di una collaborazione che ha visto coinvolti diversi soggetti. Da un lato la famiglia Panzera, sponsor e donante, rappresentata da Claudia Panzera, legata a Ciot, azienda nordamericana leader nella distribuzione di marmi, pietre naturali, lastre ingegnerizzate, ceramiche, mosaici artistici, pavimenti in legno e accessori idraulici. Dall'altro il Campobasso Calcio, la cui dirigenza è stata rappresentata dal vicepresidente Nicola Cirrincione, partner di Underdog Global Partners nel settore dei servizi ed esperienze legate allo sport. A fare da cornice istituzionale e culturale, il Comitato Sant'Anna, presieduto da Antonio Valiante , storico e custode delle tradizioni della Festa del Grano. Un prezioso supporto è giunto anche dal
Club Rossoblu JELSI C'È , che ha collaborato alla distribuzione degli abbonamenti ai beneficiari, districandosi tra i numerosi casi di omonimia.
Il dono, pensato per i ragazzi che hanno sfilato o partecipato attivamente alla manifestazione, non è soltanto un biglietto per lo stadio: è un ponte simbolico tra la comunità jelsese e chi, pur vivendo oltreoceano, non ha mai reciso il legame con le proprie origini. È un modo per trasmettere alle nuove generazioni, insieme alla passione per la squadra simbolo della provincia, il senso di appartenenza a una tradizione che affonda le proprie radici nel 1805, quando un forte terremoto sconvolse l'intero Molise.
Per il Campobasso, reduce da un'estate di calciomercato e alla vigilia di una nuova stagione, il gesto arriva come un segnale di affetto che va oltre il campo.
Centoquarantaquattro giovani tifosi in più sugli spalti, cresciuti tra grano, fede e colori rossoblù, sono pronti a portare negli stadi lo stesso entusiasmo che ogni estate anima le strade di Jelsi durante la sfilata delle traglie.
Un'iniziativa che intreccia sport, tradizione popolare ed emigrazione, e che conferma come la Festa del Grano continui, anche a distanza di oltre due secoli, a essere molto più di una manifestazione paesana, è e rimane un filo indissolubile che tiene insieme chi resta e chi è partito, restituendo a Jelsi — attraverso il calcio — un pezzo della sua comunità sparsa nel mondo.